Brescia, morto Evaristo Beccalossi: addio allo storico fantasista dell’Inter

È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, ex numero 10 dell’Inter e protagonista del calcio italiano degli anni Ottanta. Aveva quasi 70 anni.

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BRESCIA – È morto Evaristo Beccalossi, ex calciatore dell’Inter e del Brescia, tra i fantasisti più conosciuti del calcio italiano degli anni Ottanta. Si è spento a Brescia, la sua città, dopo un lungo periodo segnato da problemi di salute conseguenti a un grave malore che lo aveva colpito nei mesi scorsi. Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 12 maggio.

Figura simbolica del calcio tecnico e creativo di quell’epoca, Beccalossi ha lasciato un segno soprattutto con la maglia nerazzurra, diventando uno dei giocatori più rappresentativi dell’Inter tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.

Il talento e la visione di gioco

Cresciuto calcisticamente nel Brescia, dove aveva esordito tra i professionisti, Evaristo Beccalossi era considerato un trequartista di grande qualità tecnica. Mancino naturale, si distingueva per il controllo di palla, i passaggi filtranti, la capacità di inventare gioco e il tiro dalla distanza.

Il suo stile elegante e la propensione alla rifinitura lo resero uno degli interpreti più riconoscibili del ruolo di numero 10. In un calcio ancora molto legato alla tattica e alla marcatura a uomo, riuscì a emergere per fantasia e personalità, diventando rapidamente un punto di riferimento per i tifosi.

Nel corso della carriera ha realizzato reti rimaste nella memoria del pubblico interista, in particolare nei derby contro il Milan e nelle sfide decisive di campionato e Coppa Italia.

Gli anni all’Inter e i trofei conquistati

Il trasferimento all’Inter arrivò nel 1978. Con la squadra milanese Beccalossi visse il periodo più importante della propria carriera, conquistando lo scudetto della stagione 1979-1980 e due Coppe Italia.

In nerazzurro disputò oltre duecento partite ufficiali, formando un’intesa offensiva consolidata con Alessandro Altobelli. In quegli anni diventò uno dei giocatori più amati dalla tifoseria interista, anche per il modo spettacolare di interpretare il ruolo offensivo.

Dopo l’esperienza milanese indossò anche le maglie di Sampdoria, Monza, ancora Brescia, quindi Barletta, Pordenone e Breno, proseguendo la carriera fino ai primi anni Novanta.

Il lungo ricovero e il cordoglio del calcio italiano

Negli ultimi mesi le condizioni di salute dell’ex calciatore erano peggiorate dopo il malore che lo aveva colpito nel 2025. Ricoverato a lungo in ospedale a Brescia, era rimasto lontano dalla vita pubblica durante il percorso di cure e riabilitazione.

La notizia della morte ha rapidamente fatto il giro del mondo del calcio, con messaggi di cordoglio arrivati da ex compagni, società sportive e tifosi. In molti ricordano Beccalossi come uno dei fantasisti più tecnici della sua generazione, capace di abbinare qualità individuali e visione di gioco in un calcio profondamente diverso da quello attuale.

Anche dopo il ritiro aveva mantenuto un forte legame con l’Inter e con il Brescia, partecipando a eventi sportivi e iniziative dedicate alla storia del calcio italiano.